Com’è andata? Come stai?

Cosa vuoi chiedere a tuo figlio, a un tuo atleta, a una qualsiasi persona a cui vuoi bene?

Spesso non ci accorgiamo che ponendo una domanda, inevitabilmente interpretiamo la risposta nel modo che ci sembra più opportuno.

Qualcuno mi ha insegnato che molto spesso noi non rispondiamo davvero alla domanda, ma all’interpretazione della domanda e spesso, quando qualcuno risponde alle nostre domande, interpretiamo la risposta invece di ascoltare per capire con la dovuta precisione la risposta.

Permettimi di raccontarti un breve aneddoto, che per me è stato illuminante e che mi ha portato a definire con maggior attenzione ciò che chiedo, in funzione di ciò che veramente voglio sapere. Continua a leggere

Fatti i comodi tuoi

Se mi chiedessero qual è secondo me l’espressione più inutile, pericolosa e allo stesso tempo rivelatrice che una persona possa usare, non avrei alcun dubbio, sarebbe:

i comodi tuoi

naturalmente, in tutte le sue possibili declinazioni:

  • mentre tu ti facevi i comodi tuoi…
  • come puoi pretendere che i comodi tuoi…
  • non sopporto più che tu ti faccia i comodi tuoi mentre io…

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Sei sul contenuto o sulla struttura?

Ho letto l’articolo sulla gestione del tempo e conoscendo l’autore ho sorriso perché riuscivo a visualizzarlo mentre esclamava: “che notizia!”

Vorrei che mi seguiste e salissimo di livello dal contenuto (che in questo caso è un’esclamazione) alla struttura, che è il livello a cui opera il coach, per fare alcune riflessioni.

Generalizzando, possiamo affermare che abbiamo tutti delle esclamazioni che partono come dei mantra e che, per usare un eufemismo, non sempre ci portano in uno stato meditativo o utile a prendere le migliori decisioni.

Averne consapevolezza è il primo passo per poterne osservare gli effetti perché così possiamo valutare se sono abitudini che vogliamo tenere. Continua a leggere

Tempo – Organizzazione – Efficacia

Qualche giorno fa dovevo fare un viaggio di 3/4 ore, portando con me i bimbi di 2 e 5 anni. Chi di voi ha esperienze di questo tipo, specialmente muovendosi in periodo di vacanze, sa che il tempo può distorcersi in maniera importante rispetto a quanto programmato, un po’ come può succedere in stato di trance. Quando questo succede con bambini a bordo, la cosa può diventare impegnativa e quindi può essere utile trovarsi sufficientemente organizzati per ogni evenienza.

Nel rispetto di questa filosofia personale ho deciso di portare con me un po’ di uva che, dovendo lasciare casa per alcuni giorni, mi faceva anche comodo eliminare dal frigo… Lavo l’uva, snocciolo ogni acino dal grappolo e lo lascio cadere nel lavandino prima di riporlo in una bacinella, scelta per le dimensioni, per il fatto di essere dotata di coperchio… e un po’ perché è la prima che mi è saltata in faccia 🙂 che per portatori seriali di scotoma è una buona cosa 🙂 Continua a leggere

Le risorse che non sapevi di avere

Un principio fondamentale del cervello è che non può farsi domande senza avere anche gli strumenti necessari per formulare le risposte alle domande stesse.

Quando cerchiamo risposte per cambiare o migliorare determinate situazioni della nostra vita, siamo convinti che accada qualcosa del genere:

non so una cosa   >>>   faccio una domanda   >>>   qualcuno risponde 

E questo lo impariamo a scuola, perché lì ci abituano a seguire questo schema: Continua a leggere

Le parole che ti programmano

Un coach per mestiere usa molto le parole: dico spesso che le parole sono importanti e, volenti o nolenti, ci programmiamo.

“Ci programmiamo” è un’espressione ambivalente, perché noi non siamo delle macchine, ma, vista positivamente (se scegliamo con cura le parole) può essere utile, perché noi miglioriamo il nostro stato emotivo e la comunicazione con noi stessi e gli altri. Forse, “ci programmiamo” è troppo sintetica come espressione…

Esempio veloce: se ti ripeti costantemente che non ce la farai, quante probabilità ci sono che tu dia il meglio di te e acceda a tutto il tuo potenziale e quante, invece, che sperimenti uno stato d’animo nel quale non ottieni il risultato desiderato?

Le persone che mi sono vicine “assorbono” il mio modo di vivere il coaching e siccome ci frequentiamo da un po’ di anni, hanno seguito il mio percorso personale, mi hanno visto crescere e ho discusso con loro delle mie conquiste e dei miei progressi, così come delle cantonate che ho preso e di alcune esperienze non proprio edificanti. Continua a leggere