Musica

Ho un debole per la musica: provo una passione totale per ogni tipo di espressione musicale e amo ogni genere di suono.

Ero il tipo di bambino che a tavola suona piatti, bicchieri e posate!

Questo ti fa capire che sono un sostenitore della musica suonata, non semplicemente ascoltata: davvero, sono convinto che imparare a suonare uno strumento musicale sia una pratica utile in tantissimi ambiti e che permetterà a tuo figlio di esprimere e allenare moltissimi talenti.

formazione coach coaching ipnosi pnl mattia lualdiAndiamo con ordine.

Ovviamente, esistono due modi di fruire la musica:

  • da musicista
  • da ascoltatore

in più, questi due approcci hanno al loro interno molteplici possibilità, vediamole con attenzione.

Suonare uno strumento musicale ti porta a usare simultaneamente i due emisferi cerebrali.

Devi sapere che la nostra corteccia cerebrale (sede anche delle principali funzioni mentali che ci definiscono come esseri umani) è divisa in due emisferi.

Ogni emisfero ha delle caratteristiche precise, vediamo in sintesi le principali.

L’emisfero cerebrale destro:

  • controlla la parte sinistra del corpo
  • è sede dell’intelligenza emozionale
  • è sede della capacità di sintesi
  • è preposto alle funzioni della memoria
  • è sede della creatività e immaginazione

l’emisfero cerebrale sinistro:

  • controlla la parte destra del corpo
  • è sede della logica
  • è sede della capacità di analisi
  • è preposto alle funzioni del linguaggio
  • è sede di tutte le attività più razionali come la grammatica e la matematica.

Si vince il primo premio quando riusciamo a usare in maniera sincronica e ambivalente entrambi gli emisferi.

Una buona integrazione emisferica permette di essere più svegli, più intelligenti, più comprensivi, più compassionevoli, più efficienti e più divertenti. In una parola, aiuta a essere più completi.

Per suonare uno strumento musicale una persona deve usare entrambe le mani (e in alcuni casi entrambi i piedi, non temere, non mi riferisco solo alla batteria… c’è anche l’organo!) e già questo sarebbe sufficiente per allenare l’integrazione emisferica.

Per di più la musica è contemporaneamente comunicazione emotiva e linguaggio rigoroso, con le sue regole e la sua grammatica.

Quindi una persona che sta suonando non solo usa la mente per comandare correttamente il proprio corpo: la usa anche per far convivere armoniosamente grammatica ed espressività, logica ed emozioni, poesia e matematica, sogno e razionalità.

C’è poi un altro grande vantaggio nel saper suonare uno strumento musicale: è infatti un ottimo strumento per comunicare se stessi e con se stessi.

Suonare aiuta ad esprimersi, a interagire e a conoscersi meglio.

Parlo proprio della capacità di improvvisare o, per dirlo con un’espressione più felice, l’arte della composizione istantanea.

“When I examine myself and my method of thought, I come to the conclusion that the gift of imagination has meant more to me than my talent for absorbing knowledge.”
Albert Einstein

Nessuna mia improvvisazione può essere paragonata a uno dei capolavori di Bach o Chopin, ma ti assicuro che nulla mi emoziona maggiormente delle note che io stesso scelgo, delle melodie che io stesso rendo vive attraverso uno strumento musicale, dei pensieri che riesco a trasferire attraverso la musica: è il modo migliore che conosca per comunicare con la parte più profonda e più vera di me.

Infine c’è un altro grande vantaggio nel saper suonare e si realizza quando una persona suona con altri musicisti: questa esperienza ti fa vivere il rispetto, la capacità di ascoltare, la capacità di affermare la propria individualità, la capacità di lavorare per uno scopo comune e tutte queste straordinarie lezioni vengono apprese divertendosi e in prima persona, non per sentito dire.

Come genitore vorrai sicuramente che tua figlia o tuo figlio sia in grado di esprimere il meglio di sé in ogni situazione, sia in grado di rispondere creativamente alle sfide e sia abile nel confrontarsi con gli altri e con i propri standard.

Sicuramente suonare uno strumento musicale è un ottimo modo per sperimentare tutte queste risorse e inoltre allena l’autodisciplina in maniera semplice, indiretta e divertente!

formazione coach coaching ipnosi pnl mattia lualdiOra è necessaria una considerazione importante: se hai uno strumento musicale in casa e un figlio molto piccolo ti sarà facile fare le dovute presentazioni.

Se invece non possiedi già uno strumento e il tuo bambino sta ormai crescendo, devi limitarti a proporre e a invitare: evita categoricamente di imporre una tua scelta di questo tipo a tuo figlio!

Abbiamo visto anche che esiste un secondo modo per usufruire dei benefici della musica: imparare ad ascoltare.

In questo caso puoi fare molte cose: vediamone alcune.

Innanzitutto puoi usare la musica come ancora neuro-associativa, cioè collegare un determinato stato d’animo a un determinato brano musicale.

Per esempio, potresti fare in modo che tua figlia o tuo figlio si calmi al semplice ascolto delle Variazioni Goldberg di Bach… o al suono della tua voce.

In questo caso, prima inizi e meglio è.

Puoi partire già da quando il bambino è nell’utero materno.

La procedura è piuttosto semplice: tutti i giorni, alla stessa ora, lo stesso brano musicale o la stessa frase pronunciata da un genitore.

Evita di appoggiare cuffie o altre sorgenti sonore direttamente sulla pancia della mamma: il suono verrebbe eccessivamente amplificato e distorto dal liquido amniotico; il semplice volume sonoro ambientale andrà benissimo.

Immagina di fare così per due o tre anni: ogni volta che tuo figlio ascolterà quel particolare brano musicale o che tu ripeterai quella precisa frase, ecco che nel cervello di tuo figlio si accenderà la zona in cui è registrato il ricordo della primissima infanzia grazie a quei suoni, con tutte le risorse connesse a quel periodo.

I primi anni di un essere umano sono anni straordinari: ricchi di potenzialità, di apprendimento, di curiosità e di vita.

Non credi che sia un grande vantaggio poter portare con parte di quell’atteggiamento per tutta la vita?

La musica è utile anche per altri scopi: per esempio, recenti scoperte hanno dimostrato che la musica barocca aiuta a studiare.

Tenere in sottofondo musica di Bach, Handel, Scarlatti e in generale del ‘600 e del primo ‘700 aiuta tantissimo a concentrarsi, a usare al meglio le proprie facoltà intellettive e ad avere intuizioni utili.

Dal mio punto di vista, la musica può essere divisa in due filoni: neutra o carica.

La musica neutra è la musica di Bach, per esempio, che scorre libera, serena e pacifica.

La musica carica è il jazz, il rock o la lirica.

La musica carica racconta storie, trasferisce emozioni precise, lascia meno spazio all’immaginazione perché vuole trasmettere un messaggio.

Non è un giudizio di valore, di giusto e sbagliato, è semplicemente una considerazione pratica: se vuoi motivare tuo figlio gli fai ascoltare rock ‘n’ roll, se lo vuoi emozionare gli fai ascoltare una struggente ballata, se invece lo vuoi calmare o vuoi che si concentri, chiederai l’aiuto di Chopin, di Beethoven o di Debussy.

Tutta la musica è meravigliosa e tutta la musica può essere utile: basta saper cercare.