Sistemi rappresentazionali

C’è qualcosa che accomuna adulti e bambini in ogni luogo e in ogni momento: abbiamo sempre bisogno di ricevere informazioni dal mondo esterno per poter prendere decisioni, per poter agire, per poterci muovere e per poter continuare a vivere.

Spesso dobbiamo integrare informazioni che vengono dal nostro corpo e dalla nostra mente con quelle che otteniamo dalla realtà circostante: per esempio, se hai sete devi far coincidere le sensazioni che ti dà il tuo corpo con le informazioni del mondo circostante che ti permettono di recuperare l’acqua.

Possiamo quindi affermare che l’esplorazione del mondo è una costante umana.

Fin qui tutto semplice, non è vero?

Le cose si complicano quando ci rendiamo conto che non esiste nulla di lontanamente simile al concetto di realtà oggettiva.

Come posso fare un’affermazione tanto forte?

Eppure è quasi banale nella sua quotidianità: quando mai hai provato totale e completo accordo con le descrizioni di qualcun altro di un evento che hai vissuto anche tu?

Una delle esperienze umane più belle e arricchenti è proprio il confronto tra due esseri umani, e questo confronto può avere luogo proprio perché la medesima esperienza viene vissuta in modi diversi, aprendo quindi il campo per uno scambio a partire da un terreno comune.

Se vai a un concerto con il tuo partner ne uscirete con sensazioni, idee, intuizioni, emozioni, progetti e ricordi che avranno punti in comune e punti divergenti: il fatto di poter generare peculiarità a partire da una base condivisa è una delle migliori esperienze umane, alla faccia di chi ci vorrebbe tutti uguali, ubbidienti e silenziosi.

Inoltre, proprio lo scambio con le persone che amiamo è quello che desideriamo maggiormente.

Ok, tutto bello e tutto chiaro: ma allora perché ogni tanto ci sono litigi e incomprensioni madornali? Perché a volte le persone proprio non riescono a spiegarsi? Perché spesso ci sembra di non poter comunicare con qualcuno, qualsiasi cosa diciamo?

La soluzione potrebbe essere molto più semplice di quanto credi, e di nuovo sta nel tuo cervello, non nel mondo esterno!

Infatti, ciascuno di noi raccoglie, elabora e codifica le informazioni in modo personale e individuale.

E ci sono degli schemi che si ripetono, quindi non esistono tanti codici quanti sono gli esseri umani:

esistono tanti codici quanti sono i linguaggi della mente, cioè 3.

Noi raccogliamo informazioni dal mondo esterno, le elaboriamo in base al nostro linguaggio preferenziale e infine comunichiamo usando il nostro codice.

Quando incontriamo una persona che usa il nostro stesso codice siamo subito in sintonia, quando invece incontriamo qualcuno che usa uno degli altri 2 codici rimanenti possiamo ritrovarci in situazione di stallo più o meno significativo.

E quali sono questi 3 linguaggi che usa la nostra mente? Nulla di più semplice: i nostri sensi.

Ci sono persone che usano maggiormente il senso della vista e tutti i codici e le caratteristiche del senso della vista.

formazione coach coaching ipnosi pnl mattia lualdiAltre usano di più l’udito e tutto ciò che concerne l’udito.

Infine, altre persone ancora preferiscono basarsi sulle sensazioni (tattili e interiori) che provano e comunicano seguendo queste indicazioni.

In PNL definiamo questi codici o linguaggi della mente sistemi rappresentazionali e indichiamo 3 sistemi rappresentazionali: VISIVO, AUDITIVO e CINESTESICO.

Ognuno di noi ha un sistema rappresentazionale preferenziale, quello che usiamo più spesso e che ci caratterizza.

Ovviamente, saper riconoscere e usare gli altri sistemi rappresentazionali ti permette di entrare subito in sintonia con le persone: è come andare all’estero e conoscere la lingua locale, ti permette di comunicare subito efficacemente, di divertirti e di avere relazioni interessanti; se invece ti sai esprimere solo a gesti fai un sacco di fatica e il rapporto rimane superficiale.

Imparare a usare il sistema rappresentazionale di tua figlia o tuo figlio è il modo migliore per comunicare subito in un linguaggio comprensibile ed efficace, perché ricorda:

la responsabilità della comunicazione risiede in chi comunica, non in chi ascolta.

A questo punto analizziamo nel dettaglio i sistemi rappresentazionali.

Ci basiamo su tre caratteristiche specifiche per individuare i sistemi:

  • termini usati
  • movimenti
  • respiro.

Visivo

Una persona con questo sistema rappresentazionale preferenziale usa soprattutto termini legati al senso della vista: guardare, osservare, chiarezza, luminosità, vedere, eccetera.

Una frase tipica può essere “vediamo di fare chiarezza e osserviamo questa situazione da un altro punto di vista”.

Nelle sue descrizioni ti parlerà soprattutto di forme, colori, dimensioni e luminosità.

I suoi movimenti sono ampi e veloci perché sta ricostruendo con le mani le immagini che ha in mente: le parole sembrano non bastare e quindi sente la necessità di far visualizzare i concetti.

Il suo respiro è molto veloce e superficiale.


Cinestesico

L’esatto contrario del visivo.

Una persona con il sistema rappresentazionale cinestesico usa soprattutto termini legati al senso del tatto: provare, toccare, sensazione, toccare con mano…

Ama le metafore e una frase tipica può essere “non riesco ad afferrare il concetto, portami per mano a provare ciò che vuoi esprimere”.

Nelle sue descrizioni ti parlerà soprattutto di caldo, freddo, profondità, leggerezza, peso, emozioni e così via.

Non fa quasi movimenti perché ama rimanere in contatto con il proprio corpo e le proprie sensazioni e ci tiene a mantenere inalterato il proprio spazio vitale.

Il respiro è molto lento e profondo.


Auditivo

Sarebbe riduttivo definirlo una via di mezzo, perché ha caratteristiche specifiche.

Ovviamente preferenza di termini come suono, risuonare, parlare, ascoltare, dire e via dicendo.

Ormai hai già capito quali potranno essere le espressioni: “ascolta, ti devo parlare”, “diciamo che le cose stanno come affermi tu…”

Le descrizioni ovviamente faranno notare i suoni e c’è dell’altro: una persona prettamente auditiva ama ascoltare il suono della propria voce, ama parlare e adora ricercare termini precisi e sempre differenti per ogni concetto.

Usa le mani per sottolineare i concetti, per descrivere, non per ricostruire.

il respiro è profondo e allo stesso tempo veloce, perché può avere ritmi anche molto concitati (senti come è auditivo questo termine?)


In realtà, ognuno di noi ha tutti i sistemi rappresentazionali perché ognuno di noi ha tutti i sensi.

L’aspetto fondamentale da ricordare è che il sistema rappresentazionale preferenziale diventa una specie di linguaggio (quindi di filtro) tra noi e il mondo circostante.

formazione coach coaching ipnosi pnl mattia lualdiPer imparare a usare i sistemi rappresentazionali diversi dal tuo devi allenarti a riconoscerli e a capire lo stile di ognuno: il modo migliore è quello di osservare e ascoltare le persone quando comunicano e la bella notizia è che puoi farlo in qualsiasi momento, anche quando guardi la televisione!

Come genitore, hai l’opportunità di capire meglio i tuoi figli e di comunicare in maniera più efficace grazie alla comprensione dei sistemi rappresentazionali.

Devi innanzitutto assumerti la responsabilità della comunicazione e devi iniziare a entrare maggiormente nel mondo di tua figlia o tuo figlio grazie al suo sistema rappresentazionale preferenziale.

Un altro regalo che puoi fare ai tuoi figli è abituarli a usare tutti i sistemi rappresentazionali.

Infatti, usare simultaneamente più sistemi ci permette di avere un’esperienza del mondo più ricca, più completa e quindi più soddisfacente.

Abituati a porre domande che focalizzino l’attenzione su più aspetti della realtà, così se per esempio hai un figlio visivo, fatti descrivere qualche evento e poi fagli domande su ciò che ha ascoltato e sulle sensazioni che ha provato.

In questo modo creerai l’abitudine di concentrarsi su più aspetti della realtà.

Il sistema rappresentazionale preferenziale viene stabilito attorno ai 6 anni.

Quindi se tuo figlio non ha ancora sei anni abituati subito a far sperimentare il mondo con tutti i sensi, se invece ha già stabilito il sistema preferenziale allenati per arricchire il suo mondo con gli altri 2.