La PNL spiegata con il cubo di Rubik

Quando vogliamo spiegare cos’è la PNL la definizione più precisa in nostro possesso è:

la PNL è uno strumento che permette di creare modelli oggettivi di esperienze soggettive

e quando i nostri corsisti incominciano ad apprendere la vera PNL si rendono conto di quanto questa definizione sia precisa e completa.

Per chi invece non ha alcuna nozione preliminare (o, peggio, crede che la PNL sia un insieme di tecniche o di strategie comunicative) la nostra definizione appare piuttosto ostica 🙂

Bene, per aiutarti a capire meglio cosa significa che la PNL permette di sviluppare modelli oggettivi di esperienze soggettive, ho deciso di farti un esempio concreto.

Uno dei passatempi più famosi al mondo è il cubo di Rubik e chiunque abbia provato a cimentarsi con questo rompicapo sa quanto possa essere frustrante.

Allo stesso tempo, chiunque abbia perseverato e abbia compreso come risolverlo sa benissimo che il cubo di Rubik genera dipendenza 🙂

Online esistono centinaia (migliaia?) di pagine e video dedicati alla soluzione del cubo di Rubik.

Alcuni sono schemi semplicissimi, altri sono molto complessi, fornendo spiegazioni dettagliate di tutte le varie possibilità riscontrabili.

Alcuni vogliono semplicemente portarti a risolvere il puzzle, altri invece vogliono insegnarti come farlo (riesci a notare la sottile ma fondamentale differenza di approccio?)

Alcune guide hanno un approccio matematico, altre mnemonico, e qualcuno prova a farti ragionare per scoprire come risolvere il magnifico rompicapo.

Alcuni video durano più di un’ora, altri meno di dieci minuti…

La verità è che c’è un unico modo per imparare davvero a risolvere il cubo di Rubik, ed è in tre step:

  1. capire come è costruito e quindi come funziona
  2. memorizzare alcuni algoritmi (di fatto solo 5)
  3. capire quando utilizzare l’algoritmo giusto

Avendo deciso di imparare a risolvere il cubo di Rubik, ho letto alcune guide e ho guardato numerosi video (quasi tutti in inglese) per poi imbattermi in questo semplicissimo video (in italiano) che invece di presentare tutte le possibili varianti usa una strategia molto semplice:

  • spiega la meccanica del cubo
  • spiega la terminologia che userà durante il video
  • spiega come risolvere il primo strato con relativo algoritmo, poi il secondo e così via fino alla fine
  • per ogni step fornisce schemi visivi delle possibili situazioni e riduce ogni variabile a pochi casi (2 o 3) risolvibili con il medesimo algoritmo (a differenza di un professore di matematica che per una singola situazione è arrivato a proporre 7 casi specifici con relative varianti di un algoritmo a 8 passaggi)
  • mostra l’esecuzione uno step alla volta, permettendo a chi guarda un confronto diretto e continuo.

Grazie a questo video, ho imparato a risolvere il cubo di Rubik in un pomeriggio, arrivando fin da subito a risolverlo in meno di 2 minuti:

Quello che ha fatto questo ragazzo è stato creare un modello oggettivo e replicabile in qualsiasi situazione del cubo di Rubik e la PNL permette di fare la stessa identica cosa con i processi mentali propri e altrui.

Durante un corso di PNL i trainer di Formazione Coach seguono proprio questo schema:

  • per prima cosa vengono spiegati i meccanismi di funzionamento del cervello
  • poi vengono presentati i protagonisti storici di questa disciplina e i relativi contribuiti metodologici
  • mentre i corsisti imparano una nuova terminologia e nuovi principi, allenano le competenze acquisite in modo pratico e concreto
  • ogni variante viene analizzata e contestualizzata all’interno del metamodello, che permette di comprendere qualsiasi situazione usando solo 12 parametri
  • ogni step viene studiato alla luce di schemi molto semplici e viene fornita la relativa bibliografia di approfondimento

e in 8 giornate di corso molti cambi di prospettiva diventano semplici e veloci.

Tornando alla soluzione del cubo di Rubik, bisogna dire che (proprio come la PNL) il suo sviluppo è progressivo: infatti, per risolvere il primo strato occorre un misto di logica e intuizione, mentre il secondo richiede pura applicazione mnemonica di un algoritmo (infatti la maggior parte delle persone arriva senza difficoltà a questo livello, per poi fermarsi!) e infine l’ultimo strato richiede l’analisi di 3 situazioni distinte con relativi algoritmi, per poi concludere ripetendo lo stesso algoritmo che permette di completare il primo strato (se ci pensi questo è perfettamente logico, dal momento che il cubo di Rubik è composto da 6 facce costruite tutte nello stesso modo).

Naturalmente, guardare questo video non farà risolvere il cubo di Rubik da solo, proprio come non sarà la PNL o un trainer di Formazione Coach a trasformare la tua vita: solo tu puoi farlo, solo tu puoi mettere mano al tuo cubo di Rubik e compiere gli step giusti nella sequenza giusta per ottenere il risultato che vuoi.

Un ultimo suggerimento: non avrei potuto memorizzare in maniera così facile e veloce gli algoritmi senza le tecniche di memoria!

Le tecniche di memoria rendono divertente qualsiasi cosa e le uso quotidianamente dal 2004.

Il migliore in questo campo è il mio amico Matteo Salvo e chiunque può apprendere le tecniche di memoria comodamente leggendo il suo strepitoso libro “Il segreto di una memoria prodigiosa”.

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