Mass media e manipolazione

formazione coach coaching ipnosi pnl mattia lualdiEro a casa di parenti quando ho avuto l’occasione di guardare un recente telegiornale: da molto tempo non lo facevo e devo ammettere che sono diventati davvero bravi.

Se tutto va come deve, quello che leggerai in questo articolo non ti piacerà; se tutto va come spero, ti farà proprio incazzare e deciderai di condividerlo con il maggior numero possibile di persone.

Di fatto, ho potuto ascoltare i primi 5 minuti di un popolarissimo TG e ho constatato quanta maestria linguistica sia stata messa al servizio della manipolazione.

Un po’ di premesse fondamentali:

  • il testo letto durante il servizio in questione è pieno zeppo di tecniche ipnotiche, ma questo non significa che si tratti di ipnosi, perché l’ipnosi è tutt’altra cosa; questa è manipolazione (IPNOSI: usare il linguaggio e l’energia per accompagnare il soggetto in uno stato di maggior consapevolezza; MANIPOLAZIONE: usare il linguaggio e il condizionamento per far emergere emozioni prestabilite in un soggetto ignaro)
  • userò la PNL per fornirti un modello comprensibile di quello che è stato fatto  e ne userò la terminologia per aiutarti a sviluppare una maggior consapevolezza 
  • chiunque abbia redatto il testo di questo servizio conosce molto bene la linguistica e la comunicazione umana a fini manipolatori e quindi non sta usando la PNL o l’ipnosi, che sono invece gli strumenti che ti permetteranno di smascherare questi usi scorretti del linguaggio umano (facciamo notare che il fondamentale testo di Vance Packard “I persuasori occulti” è del 1957 e quindi già agli albori della TV c’era chi aveva sollevato questioni molto forti).

Fatte le debite premesse, ti invito a guardare questo servizio:

Le azioni terroristiche servono sicuramente a suscitare le nostre peggiori paure e anche le nostre ansie e paranoie; in realtà poi la vita continua a scorrere quasi subito, per tutti, ovviamente non per le famiglie delle vittime, però è davvero molto difficile fermare i lupi solitari, ossia questi uomini che colpiscono e agiscono da soli, con un coltello, con un arma o un camioncino.

Siamo vulnerabili e senza difese, i nostri destini nelle mani di lupi solitari, pazzi esaltati che alla guida di camion e furgoni, auto e SUV falciano come birilli passanti inermi, esultando nel delirio il nome dell’ISIS e di Allah; l’attacco nel ventre di Manhattan del ventinovenne uzbeko Saifullo Saipov, con un furgone bianco preso a noleggio, ci mostra ancora una volta come siamo drammaticamente espugnabili e terribilmente deboli di fronte a un nemico che non piazza bombe e non si fa saltare in aria tra la folla, gli basta guidare un automezzo, meglio se grosso e pesante, imboccare la strada affollata e sterminare civili come fosse in un videogioco; una strategia terroristica che fa perno sull’effetto sorpresa e si fa beffe di controlli e divieti, sperimentata in occidente l’anno scorso sul lungomare di Nizza il 14 luglio con una carneficina: 86 morti e quasi 500 feriti; da allora abbiamo provato a difenderci, erigendo barriere di cemento e fioriere agli ingressi delle strade del passeggio, dei centri storici e dei vialoni, ma hanno continuato a colpire e a fare stragi, come a Berlino ai mercatini di Natale o a Londra davanti a Westminster, a Stoccolma e sulla rambla di Barcellona; una mattanza nei luoghi della routine quotidiana, dove dovremmo essere più protetti e siamo invece più fragili, ma contro questa tipologia di attacchi siamo ancora impreparati, non dobbiamo lasciarci terrorizzare, che è quello che vogliono loro, ma reagire compatti e guardinghi, pur consapevoli di avere a che fare con un nemico vile e vigliacco, con derelitti che si aggrappano a una filosofia di morte proprio nel momento in cui il loro piano di espansione fallisce e perdono terreno e territori.

L’attacco terroristico che ha fatto ripiombare New York nel terrore: 8 morti, 12 i feriti e poi anche il killer, che è stato ferito e arrestato; le sue dichiarazioni inquietanti; l’attacco è avvenuto nel cuore di New York, un quartiere molto rinomato, Tribeca; e proprio da quel luogo, dove 24 ore fa c’è stato l’attentato, ci collegheremo tra pochissimi istanti con MLR, ma prima andiamo a vedere un ritratto di chi è il killer, questo uzbeko, ventinovenne, con regolare permesso di soggiorno.

Voleva uccidere ancora Saifullo Saipov, lo riferisce ABC: nella sua casa in New Jersey sono stati trovati video di propaganda dell’ISIS; si sarebbe radicalizzato negli stati uniti, probabilmente nella moschea della cittadina in cui viveva, Patterson, dove il centro islamico era già stato messo sotto controllo da parte dell’antiterrorismo anni fa; lo stesso Saipov, nel 2015, fu interrogato come sospetto jihadista, ma non emersero prove a suo carico; autista della società Uber, ha noleggiato un pick-up, ha attraversato il ponte intitolato a Washington ed è andato a colpire dove sapeva che non c’erano barriere, per questo CNN parla di attacco pianificato; ferito, operato, fuori pericolo, è uno dei pochi terroristi catturati, come  Salah Abdeslam, uomo chiave degli attentati di Parigi e di Bruxelles; entrambi possono spiegare molto di come vengono pianificati gli attacchi: se vengono ordinati a distanza o se si tratta di risposte individuali a quell’appello più volte lanciato su internet dai predicatori di odio. 29 anni e due figli, ammesso negli Stati Uniti grazie alla lotteria che attribuisce la Green Card, il diritto di soggiorno permanente, Saipov è uzbeko, come molti altri terroristi, da quelli che hanno colpito l’aeroporto Ataturk di Istanbul nel giugno 2016 all’attentatore del night club Reina, sempre ad Istanbul, la notte di capodanno; uzbeki erano l’uomo che ha falciato 5 persone nella zona pedonale di Stoccolma ad aprile e anche quello che ha colpito nella metropolitana di San Pietroburgo pochi giorni prima; senza dimenticare che uzbeki e ceceni formavano la brigata più sanguinaria e irriducibile del comando militare dei Foreign Fighters a Raqqa, in Siria.

E tra poco torneremo a collegarci con MLR da New York, intanto c’è una notizia dell’ultima ora, perché la paura degli attentati è così alta che oggi a Londra ci sono stati lunghi momenti di paura e di panico quando un taxi è finito sul marciapiedi della zona di Covent Garden ferendo molto persone; l’area è stata transennata e isolata, ma Scotland Yard ha fatto sapere che si è trattato di un incidente, non di terrorismo; ecco, vedete: queste sono le prime immagini che arrivano dal luogo dove è avvenuto questo incidente.

Torniamo a parlare delle vicende italiane…

Applichiamo adesso il metamodello in maniera esaustiva ed esauriente per imparare a farci guidare dalla razionalità in casi come questo.

Le azioni terroristiche quali azioni, nello specifico? Perché dire “azioni terroristiche” invece di “attentati”? Perché “azioni” ha una densità semantica molto ampia: può racchiudere in pratica qualsiasi comportamento, portando il cervello a elaborare un gran numero di informazioni (spaventose, in questo caso).

servono sicuramente in che modo servono? A chi? Come facciamo a esserne sicuri? L’avverbio crea una presupposizione: il verbo non specificato diventa inevitabile e quindi non serve comunicare in maniera precisa, perché le emozioni suscitate verranno elaborate come verosimili.

a suscitare un altro verbo non specificato, questa volta ricco di conseguenze: ci parla di emozioni profonde, viscerali, arcaiche, che nascono dal profondo…

le nostre peggiori paure e anche le nostre ansie e paranoie ecco una bella tripletta ipnotica; sembra che vogliano precisare le emozioni, rendere più specifico il concetto, invece lo stanno solo rendendo ancora più nebuloso e nefasto: “le paure diventano ansie e queste arrivano ad alterare il comportamento”; quindi è un’escalation di malessere, non una precisazione! Inoltre, quando le abbiamo fatte nostre?

in realtà poi la vita continua a scorrere quasi subito, per tutti, ovviamente non per le famiglie delle vittime frase semplice, logica, inattaccabile: sembra quasi voler suggerire un elemento positivo… Invece, è un cambio di direzione e serve per generare una leggera amnesia ipnotica funzionale alla sedimentazione dei concetti appena esposti.

però è davvero molto difficile fermare i lupi solitari, ossia questi uomini che colpiscono e agiscono da soli, con un coltello, con un arma o un camioncino la congiunzione avversativa “però” fa dimenticare (solo alla razionalità, non all’inconscio) tutto quello che è stato precedentemente detto e quindi apre le porte a nuove suggestioni: combattiamo contro “lupi solitari”, un’altra espressione comune dalla notevole densità semantica, seguita da perfette banalità che, oltre a richiamare attentati già avvenuti, dicono al cervello di orientarsi sulle cose di tutti i giorni e temere la quotidianità.

A questo punto c’è un cambio di ritmo: altra voce, altre immagini, apparentemente nuove informazioni…

Siamo vulnerabili e senza difese, i nostri destini nelle mani di lupi solitari, pazzi esaltati che alla guida di camion e furgoni, auto e SUV falciano come birilli passanti inermi, esultando nel delirio il nome dell’ISIS e di Allah ecco finalmente il comando ipnotico vero e proprio, diretto, senza preamboli, perché tutta l’introduzione serviva solo a preparare il terreno, a rendere ricettivo il cervello, e proprio quando ci aspettiamo delle informazioni utili, ecco arrivare invece le suggestioni più potenti: vulnerabili, indifesi, in balia di lupi solitari (collegamento ipnotico, per preservare la coerenza interna del discorso) che usano mezzi di trasporto comuni per fare cose atroci (sempre per ribadire i pericoli della quotidianità).

Questo comando è subito seguito da un altro:

l’attacco nel ventre di Manhattan primo truismo, cioè un’affermazione sicuramente vera e immediatamente verificabile (ci sono le immagini in TV!)

del ventinovenne uzbeko Saifullo Saipov secondo truismo

con un furgone bianco preso a noleggio terzo truismo

ci mostra ancora una volta come siamo drammaticamente espugnabili e terribilmente deboli comando

la tecnica è tra le più note e più utilizzate: ricordi il giochino che facevamo da bambini che consisteva nel far ripetere più volte “bianco” (chiedendo “di che colore è…?”) per poi domandare “cosa beve la mucca?” e scoppiare a ridere appena il malcapitato rispondeva “latte” invece di “acqua”…?

Il giochino funziona perché bianco+bianco+bianco+si beve+mucca indirizza inevitabilmente il cervello verso il latte.

Allo stesso modo, usando 3 truismi si rende più plausibile il comando che li segue, aumentandone l’efficacia ipnotica: questa tecnica viene chiamata yes set campo affermativo (sì+sì+sì+forse=sì perché il cervello ricerca sempre la completezza e le similitudini).

di fronte a un nemico che non piazza bombe primo truismo

e non si fa saltare in aria tra la folla secondo truismo

gli basta guidare un automezzo, meglio se grosso e pesante terzo truismo

imboccare la strada affollata quarto truismo

e sterminare civili come fosse in un videogioco  suggestione che rinforza il senso di fragilità, pericolo e assurdità che oramai pervade la quotidianità e genera un temibile sovraccarico ipnotico, che rende i successivi truismi dei nuovi comandi

una strategia terroristica che fa perno sull’effetto sorpresa e si fa beffe di controlli e divieti qui abbiamo 3 opinioni (siamo sicuri che si tratti di strategia? Davvero sfruttano l’effetto sorpresa? In che modo si fanno beffe dei controlli?) che di fatto vengono accettate come verità assodate.

sperimentata in occidente primo truismo

l’anno scorso secondo truismo

sul lungomare di Nizza terzo truismo

il 14 luglio quarto truismo

con una carneficina: 86 morti e quasi 500 feriti quinto truismo

da allora abbiamo provato [quindi non l’abbiamo fatto veramente, ci abbiamo solo provato] a difenderci, erigendo barriere di cemento e fioriere [davvero la strategia anti-terrorsimo consiste nel posizionare vasi di fiori?] agli ingressi delle strade del passeggio, dei centri storici e dei vialoni, ma hanno continuato a colpire e a fare stragi suggestione di fragilità e pericolo.

È una tecnica molto sofisticata quella di aumentare e concatenare i truismi, sovrapponendo tre yes set: 3 truismi + 1 comando, 4 truismi + 1 comando, 5 truismi + 1 comando… Si crea una struttura generativa che condiziona il cervello e lo porta a imparare per imprinting ad avere paura.

A questo punto è necessaria una breve digressione su come impariamo noi esseri umani; abbiamo solo tre modi a disposizione:

  1. studio (leggendo, frequentando corsi e così via)
  2. condizionamento (allenamento quotidiano, esercitazioni di routine, ripetizioni e così via)
  3. imprinting (sovraesposizione involontaria a sollecitazioni e abitudini specifiche)

come puoi notare, i primi due modi possono essere volontari, mentre l’imprinting dipende dalle situazioni contingenti in cui ci troviamo e normalmente richiede lunghi tempi di esposizione prima di dare i suoi frutti

la manipolazione applicata con queste tecniche comunicative, sommata alla totale inconsapevolezza e buona fede delle persone, permette di accorciare tali tempi.

come a Berlino ai mercatini di Natale primo truismo

o a Londra davanti a Westminster secondo truismo

a Stoccolma e sulla rambla di Barcellona terzo truismo

una mattanza nei luoghi della routine quotidiana, dove dovremmo essere più protetti e siamo invece più fragili, ma contro questa tipologia di attacchi siamo ancora impreparati suggestione

non dobbiamo lasciarci terrorizzare comando perché l’inconscio non è in grado di elaborare operativamente le negazioni (possiamo farlo solo cognitivamente) e quindi la suggestione è “abbiate paura”

che è quello che vogliono loro truismo

ma reagire compatti e guardinghi guidati da chi? Cosa dovremo barattare in cambio della sicurezza? Ricordiamoci che la paura è una delle emozioni più forti e più antiche e siamo disposti a molto pur di liberarcene…

pur consapevoli di avere a che fare con un nemico vile e vigliacco, con derelitti che si aggrappano a una filosofia di morte proprio nel momento in cui il loro piano di espansione fallisce e perdono terreno e territori onestamente, saresti in grado di spiegare cosa significa veramente questa lunga frase? Sapresti dirmi perché sono derelitti? Conosci queste persone? Sai dove abitano o cosa indossano? In cosa consiste la loro filosofia di morte? Qual è il loro piano di espansione? In che modo fallisce se noi siamo sempre più deboli e indifesi e le fioriere non bastano? Chi o cosa gli fa perdere terreno? Chi sono davvero? Quali territori? Tutto questo genera confusione ipnotica, indispensabile all’imprinting, perché senza un obiettivo vero, semplicemente, l’essere umano non può muoversi e in questo stato seguirà chiunque si mostrerà forte e protettivo.

Torna la voce rassicurante dell’inizio, femminile, materna, che non dà comandi ma prepara il terreno:

L’attacco terroristico che ha fatto ripiombare New York nel terrore: 8 morti, 12 i feriti e poi anche il killer, che è stato ferito e arrestato; le sue dichiarazioni inquietanti; l’attacco è avvenuto nel cuore di New York, un quartiere molto rinomato, Tribeca; e proprio da quel luogo, dove 24 ore fa c’è stato l’attentato, ci collegheremo tra pochissimi istanti con MLR, ma prima andiamo a vedere un ritratto di chi è il killer, questo uzbeko, ventinovenne, con regolare permesso di soggiorno ricapitolazione ipnotica che riassume i concetti fondamentali necessari a mantenere la rotta: informazioni inutili ma apparentemente indispensabili e abbastanza semplici da ricordarci i concetti fondamentali da apprendere senza affaticare troppo la mente.

!!! N.B. !!! Ci dice che prima di continuare ci forniranno una descrizione del killer, ma non ce la danno, quindi noi siamo molto ricettivi, perché ci aspettiamo una cosa e al suo posto riceviamo altre suggestioni…

Voleva uccidere ancora Saifullo Saipov, lo riferisce ABC “lo riferisce ABC” serve per scongiurare la legittima domanda “come fate a dire che voleva uccidere ancora? Che prove avete?”

nella sua casa in New Jersey sono stati trovati video di propaganda dell’ISIS  sono queste le prove?

si sarebbe radicalizzato negli stati uniti “si sarebbe”?

probabilmente nella moschea della cittadina in cui viveva “probabilmente”?

Non è cautela, ma un modo per allentare la tensione e dare un po’ di tregua al cervello, affinché possa ricominciare a seguire l’addestramento.

Patterson, dove il centro islamico era già stato messo sotto controllo da parte dell’antiterrorismo anni fa; lo stesso Saipov, nel 2015, fu interrogato come sospetto jihadista, ma non emersero prove a suo carico; autista della società Uber, ha noleggiato un pick-up, ha attraversato il ponte intitolato a Washington ben 6 truismi

ed è andato a colpire dove sapeva che non c’erano barriere, per questo CNN parla di attacco pianificato noi sappiamo che lui sapeva! Ed è passato dove non c’erano barriere, quindi aveva pianificato tutto… lo dice la CNN (si chiama citazione ed è una figura retorica che serve a dare maggior potere alle proprie idee: “l’ha detto lui, non io, quindi io lo ripeto perché è attendibile”)

ferito, operato, fuori pericolo, è uno dei pochi terroristi catturati, come  Salah Abdeslam, uomo chiave degli attentati di Parigi e di Bruxelles; entrambi possono spiegare molto di come vengono pianificati gli attacchi: possono spiegare molto (anche se naturalmente non ci è dato sapere come), eppure le opzioni sono solo due…

se vengono ordinati a distanza o se si tratta di risposte individuali a quell’appello più volte lanciato su internet dai predicatori di odio ammettendo che si possano avere risposte a queste due domande, in che modo queste risposte ci darebbero informazioni utili su come “vengono pianificati gli attacchi”?

29 anni e due figli, ammesso negli Stati Uniti grazie alla lotteria che attribuisce la Green Card, il diritto di soggiorno permanente, Saipov è uzbeko, come molti altri terroristi, da quelli che hanno colpito l’aeroporto Ataturk di Istanbul nel giugno 2016 all’attentatore del night club Reina, sempre ad Istanbul, la notte di capodanno; uzbeki erano l’uomo che ha falciato 5 persone nella zona pedonale di Stoccolma ad aprile e anche quello che ha colpito nella metropolitana di San Pietroburgo pochi giorni prima; senza dimenticare che uzbeki e ceceni formavano la brigata più sanguinaria e irriducibile del comando militare dei Foreign Fighters a Raqqa, in Siria. Ecco finalmente il ritratto del killer! Al nostro cervello serve la completezza (è il principio neurologico che sta alla base delle illusioni ottiche) e quindi giustamente chiudono il cerchio, in modo da rendere ancora più facilmente assorbibile quello che c’è in mezzo.

Il racconto dell’incidente londinese scambiato per terrorismo serve solo per veicolare l’ennesimo messaggio di paura: lo ribadiamo, un essere umano spaventato tollera qualsiasi sopruso.

Il servizio termina cambiando discorso: amnesia post-ipnotica invece di uno schema esplicativo o di proposte alternative, perché ciò che conta davvero è bypassare la razionalità e il senso critico di chi ascolta.

Avrei potuto analizzare molti altri esempi, ma la forza e la precisione di questo servizio mi hanno colpito nel profondo e ho sentito l’esigenza etica di smascherarlo.

Ribadisco, questa è manipolazione ed è una pratica completamente diversa dall’ipnosi, anche se usa gli stessi principi linguistici e comunicativi: stesso strumento, intenti differenti, risultati opposti.

Ho usato la PNL per analizzare questo testo perché è lo strumento più efficace a nostra disposizione per creare modelli oggettivi della realtà che ci circonda e sottolineo che queste tecniche comunicative esistono dall’antichità classica, cioè un paio di millenni prima che il Dr. Bandler ci mostrasse come analizzarle in maniera oggettiva, analitica, razionale e pratica.

So che è un articolo smisuratamente lungo e forse un po’ impegnativo per chi non ha ancora le giuste competenze, allo stesso tempo so di aver fatto del mio meglio per renderlo il più fruibile possibile e mi auguro di cuore che possa aiutarti a osservare ancora meglio la realtà.

Qui non si stanno mettendo in discussione i fatti, non si sta parlando di complottismo: si sta facendo notare che il servizio del TG è stato realizzato per far emergere determinate emozioni in soggetti ignari e per giunta convinti di poter ricevere informazioni utili; la tecnica utilizzata è troppo pervasiva e metodica per far credere che possa trattarsi di una svista o di una coincidenza, quindi, siamo di fronte a un palese esempio di manipolazione premeditata.

Un pensiero su “Mass media e manipolazione

  1. Angelo Mammetti says:

    Grazie.
    Ma forse dovresti spiegare cos’è il “truismo”.
    A me viene da pensare che sia qualcosa legato alla “verità” (true, truth), ma potrebbe essere una mia illazione, visto che -ismo è italiano….

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