A scuola di leadership con Leonard Bernstein

Nel precedente articolo sulla leadership (One Hour Leadership) ho spiegato che i due modi migliori per allenare la leadership sono:

ricevere feedback reali da una persona competente

osservare attentamente i leader in azione

e ho proposto la visione di questo video in cui si vede come Leonard Bernstein riesce a far raggiungere al suo team di giovani musicisti risultati straordinari grazie alla sua leadership molto sviluppata:

Alcune persone si sono letteralmente commosse guardando il video, altre hanno imparato cose nuove sulla musica (il vantaggio di un video così prezioso è che si imparano più cose contemporaneamente) e alcune si sono accorte dei principali errori che commettono con i propri team.

C’è stato anche chi non ha compreso come imparare qualcosa sulla leadership guardando un video del genere:

  • “troppo lontano dal mio ambito”
  • “tutta la parte musicale e relazionale mi ha distratto, il mio interesse era tutto sul contenuto e non ho capito come usare queste intuizioni nel mio campo”
  • “ho capito che Leonard Bernstein è un fenomeno e adesso provo frustrazione perché non so come replicare le sue strategie e vedo solo i miei sbagli”

ecco perché ho deciso di segnalarti i momenti più significativi del video e indicarti cosa fa di speciale dal punto di vista della leadership.

2:09 “e loro mi riempirono di orgoglio, furono semplicemente fantastici” in tutto il video Bernstein utilizza quella che viene chiamata leadership situazionale e che consiste nel porre al centro dell’attenzione l’individuo, non le sue azioni (“furono fantastici” non “suonarono in modo fantastico”), fornendogli supporto quando gli serve sostegno morale e guida quando invece ha bisogno di direttive chiare e precise.

2:14 “ognuno diede il massimo per Stravinskij” non ritiene che dovessero dare il meglio per se stessi o per il pubblico, ma per il compositore; questo è importantissimo perché la memoria del compositore rappresenta lo scopo per cui si sono impegnati così tanto; avere uno scopo chiaro e condiviso è il primo fondamentale passo per stabilire leadership. Quante volte spieghi al tuo team lo scopo per cui vuoi raggiungere determinati obiettivi invece di parlare solo di budget, premi, concorrenza, mercato, prezzi e così via?

3:43 “È un modo per fare conoscenza” tutti lì sapevano perfettamente chi lui fosse, eppure non ha detto “è un modo per conoscervi” o peggio “è un modo per testarvi” al contrario, si è messo al loro livello e ha espresso la volontà di fare qualcosa insieme, per poi dirigere una scala di DO (i tasti bianchi del pianoforte, per intenderci) con la massima partecipazione e serietà.

5:20 “Siete meravigliosi!” sempre leadership situazionale, sempre attenzione posta sull’individuo.

5:43 Si prende un momento per spiegare di cosa parla la “Sagra della Primavera” quindi sta spiegando perché chiede determinate cose e perché vuole andare in una certa direzione. Sta così condividendo uno scopo chiaro e preciso.

6:06 “Who’s the unlucky man?” il brano incomincia con un assolo difficilissimo e sicuramente chi ha formato l’orchestra avrà assegnato la parte a uno strumentista capace, eppure Bernstein sembra quasi compatirlo… “chi è lo sfortunato?” e parla così perché vuole creare prima di tutto empatia: se gli avesse detto “ah devi essere davvero bravo per aver ottenuto questa parte” sicuramente l’avrebbe messo a disagio, invece, facendogli capire che comprende le sue difficoltà, l’ha messo nelle condizioni di ricevere serenamente le sue istruzioni.

7:10 “Perché prendi tanto tempo?” avrebbe potuto dirgli “stai sbagliando, sei troppo lento” oppure dirgli cosa fare (“vai più velocemente”) invece decide di fargli una domanda per farlo riflettere e fare in modo che comprenda perché è necessario agire diversamente da come ha fatto.

7:32 Per dimostrare quello che ha appena spiegato, imita qualcuno che russa e che continua a guardare l’orologio; è un modo per sdrammatizzare e allo stesso tempo far arrivare esattamente il messaggio voluto.

8:08 “sarà sensazionale” qui sono importanti i toni di voce, perché dimostrano quanto è congruente.

9:41 “Usate tutto l’arco…” non si limita a dire cosa vuole, ma fornisce anche una spiegazione su come realizzarlo; se il punto precedente è un buon esempio di supporto, questo è un perfetto esempio di guida.

12:12 “Questo era un trillo stanco” il trillo è stanco, non la persona! In PNL questa forma linguistica è definita “metafora” perché naturalmente il trillo non può essere stanco, ma la frase è efficacissima nel far arrivare il messaggio “impegnati di più” senza svilire la persona, anzi, puntando l’attenzione su come modificare il proprio comportamento.

13:35 “Credo che siate tutti troppo ben educati” li loda come persone per fargli capire che vuole un comportamento diverso! E il tutto con la massima sincerità: vuole proprio portarli a sperimentare qualcosa di differente.

14:41 “Non mi fa stare male” avendo spiegato la sua visione dell’opera, vuole collaborazione per realizzarla compiutamente e usa questo tipo di metafore per far arrivare prima il messaggio essenziale che manifesta la sua interpretazione; in pratica, sta costantemente monitorando lo scopo e la sua realizzazione.

15:49 “Ma è anche profonda, pesante” qui è interessante notare la sua coerenza tra linguaggio verbale, para-verbale e non-verbale.

16:36 “Non dico così per dire” essendosi dilungato in spiegazioni concettuali, vuole andare in profondità, mostrando nel dettaglio le proprie esperienze, in modo da far affiorare quelle di chi ascolta.

17:27 “Troppe chiacchiere” e sono le sue! Il primo a mettersi in gioco e a esporsi è il leader.

18:25 “Dovreste sentirvi anche voi” altro splendido esempio di leadership situazionale nella fase di supporto.

19:24 “Vedete che cosa accade con la musica se correte?” Come a 7:10 fa domande che mettono le persone in condizione di trovare risposte personali.

19:44 “Provate a migliorarvi, a fare qualcosa di nuovo” apparentemente sembra la fase di supporto della leadership situazionale, perché sembra una frase motivazionale, invece è proprio la fase di guida della leadership situazionale, perché gli ha detto di suonare in un certo modo (insolito) e gli sta dicendo che vuole davvero che facciano proprio come gli ha detto: un modo molto elegante per far fare al proprio team esattamente quello che si vuole.

20:12 “Voglio che scopriate da voi come far funzionare questo pezzo” il culmine della leadership è mettere la persona a capo del processo.

20:41 “Ho perso tempo, non l’ho perso ma passa così rapidamente!” come a 17:27 si mette in gioco e si assume la responsabilità della gestione del tempo; in particolare, è meraviglioso il fatto che sottolinei di non aver perso tempo, perché tutto è stato fatto con uno scopo, anche se ora glien’è rimasto meno di quanto avrebbe voluto.

21:18 Indica precisamente gli errori e oramai ha raggiunto una leadership tale che questa franchezza viene subito ripagata con una correzione, senza sensi di colpe o reazioni d’orgoglio, anzi, perfino con gratitudine.

24:57 “No, sembrava un valzer troppo aggraziato” altra metafora eccellente per dire esattamente cosa fare senza spiegare pedantemente come farlo.

27:07 “Quell’accordo superbo che nasceva dal nulla” altro momento di grande empatia, sottolineato dal coraggio di usare espressioni altisonanti (“superbo”) e immagini suggestive (“nasceva dal nulla”) per descrivere semplici istanti dal forte impatto, indispensabili all’economia del tutto.

27:26 “È tutto qui grancassa?” ennesima dimostrazione del potere delle domande.

29:20 Grandi emozioni, grandi spiegazioni, grandi significati e infine un bell’aneddoto dissacrante che conclude le prove con una risata, perché stanno tutti lavorando sodo e ogni tanto è indispensabile scaricare la tensione.

34:58 Come per la prima parte, spiega la sua interpretazione della seconda parte dell’opera, perché vuole chiarire cosa si aspetta, dove vuole andare e qual è lo scopo di ciò che stanno facendo.

35:20 “Il nostro problema sarà rimanere vivi durante quella danza” al di là della battuta, fa immaginare che succeda davvero in quel momento (“la sua anima ascenderà mentre noi resteremo qui a guardare negli spartiti”) perché vuole metterli in condizione di esprimere tutto il loro potenziale.

38:19 Altro momento di grande sicurezza e precisione.

39:08 “Mi dispiace, ma qui bisogna lavorare un po’.” Altro grande momento di leadership situazionale: empatizza e dà sostegno (“mi dispiace”) per poi fornire una guida e spiegare che occorre impegnarsi di più (tutti, lui compreso!)

Attorno al minuto 41 parla del film Disney “Fantasia” e dimostra ulteriormente la propria coerenza comunicativa (verbale, para-verbale e non-verbale) e il proprio approccio interdisciplinare.

43:38 Più le cose si fanno difficili, più aumenta la cura dei dettagli.

46:11 “Qualcuno ha perso il passo” sa sempre cosa vuole e durante ogni singola sessione chiede cose specifiche, la cui realizzazione porta un risultato entusiasmante per tutti, perché ha compreso come ottenere quello che vuole (divertentissimo e coinvolgente quando parla del coro russo o di Duke Ellington per trasferire esattamente ciò che prova).

53:15 “E che ne dite di un non-crescendo…” l’apoteosi del potere delle domande! Quando le note salgono dal registro grave all’acuto, è istintivo aumentare il volume, ma qui è richiesto il contrario, occorre quindi adottare un comportamento contro-intuitivo: invece di caricarlo di importanza facendolo apparire un momento impegnativo, lo propone con la massima naturalezza, come se stesse offrendo una bibita o uno snack a cui è difficile resistere.

Questi sono i principali insegnamenti che ho tratto da questo video: mi auguro che possano esserti altrettanto utili nel tuo percorso.

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