Superallenamento: da fisico a mentale

Nello sport il cuore deve battere tanto e bene…

Nel lavoro il cuore deve battere tanto e bene…

Nella vita il cuore deve battere tanto e bene…

Ma… ci sono anche dei momenti in cui il cuore non deve battere così tanto 🙂

Hai mai sentito parlare di supercompensazione?

Nell’ambito dell’attività fisica, la supercompensazione è quel particolare processo fisiologico attraverso il quale il corpo allenato reagisce agli stimoli dell’allenamento durante la fase di recupero e si ricostruisce più forte di quanto non fosse prima dello stimolo:  questo gli permette di migliorare per resistere e superare gli stimoli sempre più intensi che potranno giungere successivamente.

Al di là delle meravigliose applicazioni dell’autoipnosi per aumentare l’efficacia e la resa della supercompensazione, ciò di cui mi sono reso conto recentemente è la forte attinenza tra la supercompensazione e le strategie mentali che innescano quella fase di consapevolezza che porta a generare il cambiamento.

Troppo spesso le persone ignorano alcuni segnali evidenti che stanno gridando a gran voce che qualcosa non funziona e che è ora di cambiare. Troppo spesso, nonostante frequentino corsi o si dedichino a discipline che insegnano come ascoltarsi e capirsi, le cose rimangono invariate.

Un giorno ho chiesto a un atleta di alto livello: “come fai a sapere quando sei in una fase di superallenamento?”

Qui è necessaria una sintetica spiegazione di cos’è il superallenamento.

È quella fase in cui il fisico presenta una perdita di prestazioni e decrementa le proprie potenzialità a ogni stimolo dell’allenamento. Generalmente, se non è una fase voluta (per poi sfruttare una maggiore supercompensazione, per esempio i cosiddetti periodi “di carico”) è dovuta a un recupero insufficiente.

Chi ha già una certa conoscenza dei processi ipnotici, guardando i grafici sottostanti noterà sicuramente un’estrema somiglianza del superallenamento con l’approfondimento della trance attraverso il frazionamento (argomento del Master Practitioner di PNL).

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Un atleta dovrebbe proprio conoscere questi processi, per potersi ascoltare e capire e quindi prendere in considerazione la situazione e le eventuali modifiche necessarie ai suoi programmi di allenamento. È più facile di quanto sembri! Le sensazioni di stanchezza e la mancanza di voglia e di energia, la svogliatezza (rispetto a un andamento generale differente) possono essere campanelli d’allarme; pulsazioni a riposo più alte del solito possono essere un sintomo; fatica elevata con poca resa e pulsazioni piuttosto contenute durante l’attività possono significare che si sta attraversando un periodo di superallenamento.

Quello che personalmente mi è sempre sembrato un metodo chiaro, facile e intuitivo (con inoltre un adeguato livello di precisione) è il sistema delle pulsazioni a riposo.

A questo punto, o ti stai appassionando all’attività sportiva o forse ti stai chiedendo cosa c’entra tutto questo con le strategie mentali e il cambiamento 🙂

Nella mia esperienza personale ho potuto consapevolizzare una sorta di supercompensazione e di superallenamento nelle diverse aree, con particolare funzionalità in quella professionale.

Ci sono stati momenti in cui, iniziando una nuova avventura professionale, a ogni sfida e a ogni ostacolo sentivo una forza crescente e una fiducia profondissima nel fatto che avrei risolto in maniera efficace qualsiasi situazione avversa e questo mi rendeva ancor più appassionato e forte.

Ci sono state anche situazioni in cui piccoli inceppi risolvibili con facilità, situazioni che spesso altro non erano che variabili dell’attività, mi assorbivano eccessive energie, mi toglievano passione e mi trascinavano fondamentalmente in un lamentoso procedere stancante e poco performante.

In quest’ottica riconosco la prima situazione come una supercompensazione (a ogni stimolo miglioro, cresco, imparo) e la seconda come un superallenamento (a ogni stimolo decremento, peggioro gradualmente e incessantemente).

Fortunatamente ogni buon atleta sa, a volte anche senza sapere di saperlo, che se non prova le sensazioni adatte per quello che sta facendo, deve cambiare qualcosa e il più delle volte lo fa, e molto probabilmente è proprio questo atteggiamento che lo rende un buon atleta.

Nella vita, nell’amore, nel lavoro magari non abbiamo le pulsazioni cardiache da usare come indicatore, ma ci rimangono le sensazioni, l’energia e la voglia, tutti parametri che possiamo percepire e monitorare con molta naturalezza, perché è qualcosa che sappiamo fare anche se ancora non sappiamo di saperlo fare. 

Infatti, ci sono un paio di strumenti tanto inconsci quanto il battito del cuore che possiamo utilizzare per capire quando siamo in superallenamento o in supercompensazione! La risata e il sorriso!

Torna con la mente a una situazione o a un periodo in cui stavi proprio bene, in cui ti sentivi al top. Fai una stima di quanto facilmente ridevi e sorridevi. Se nella situazione attuale o in qualche particolare area della tua vita ti accorgi di avere livelli molto diversi da allora, forse devi valutare di non essere in una fase di superallenamento e puoi cambiare qualcosa affinché tu possa riprendere le tue performance.

Se troppo frequentemente gli stimoli sfidanti tendono a buttarti giù invece di indurti carica e passione, prendi in considerazione l’ipotesi che tu stia passando una fase di superallenamento e cambia anche solo una piccola cosa dei tuoi programmi mentali: una piccola abitudine, un nuovo comportamento… Genera movimento, perchè il movimento crea la dimensione e la dimensione è vita e cambiare è facile e veloce!

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