La biologia in azienda

Comportamenti e prestazioni in ambito professionale:
un nuovo punto di vista alla luce delle Leggi Biologiche.

Cosa ci permette veramente di esprimere tutto il nostro potenziale?

Praticamente tutto quello che ci circonda viene percepito come alternanza ciclica: notte e giorno, attività e riposo, dolore e benessere, trauma e recupero, passione e appagamento, desiderio e soddisfazione, obiettivo e raggiungimento, preparazione e attuazione…

Di fatto, tutti questi cicli periodici vengono percepiti dal cervello come alternanze e variazioni di frequenze:

  • i momenti in cui siamo molto attivi corrispondono a un innalzamento delle frequenze (l’organismo agisce e reagisce più intensamente e velocemente)
  • i momenti in cui siamo moto rilassati corrispondono a frequenze più lente, con curve più ampie

formazione coach coaching ipnosi pnl mattia lualdi

A livello tecnico, la fase di maggior intensità viene definita fase simpaticotonica (perché predomina il sistema nervoso simpatico) mentre la fase di maggior rilassamento viene definita fase vagotonica (in cui predomina il sistema parasimpatico).

La nostra neurologia è talmente evoluta nell’elaborazione delle frequenze che ci circondano da aver sviluppato organi di senso specifici: il cervello, infatti, elabora le frequenze più rapide e intense come luci e colori (con gli occhi, naturalmente), quelle a velocità e intensità medie come suoni (con le orecchie) e infine percepisce le frequenze più lente e profonde come sensazioni (con l’apparato cinestesico).

In particolare, ogni individuo sviluppa una propria peculiare sensibilità alle frequenze che preferisce (ricordandoci che non si tratta di un processo volontario, ma del tutto inconscio).

La PNL definisce il risultato di queste elaborazioni sistemi rappresentazionali e insegna come riconoscere i sistemi rappresentazionali preferiti da noi stessi e dai nostri interlocutori.

Padroneggiare la comprensione dei sistemi rappresentazionali è un ottimo metodo per comunicare in maniera più pertinente e più completa.

Il cervello percepisce l’intera giornata di lavoro, un progetto completo o perfino tutta la carriera come un ciclo (o un insieme di cicli) dal funzionamento identico a quello sopra esposto, e quindi alternerà momenti di grande attività ed energia ad altri caratterizzati da un grande bisogno di recupero (spesso accompagnato dalla leggera sensazione di essere spaesati e senza risorse).

A tutto ciò va aggiunta una considerazione fondamentale: noi siamo il risultato dei nostri conflitti; più precisamente, siamo il risultato del modo in cui il nostro organismo è riuscito a superare o a gestire i conflitti.

I nostri conflitti sono ciò che ci permette di manifestare concretamente le nostre risorse.

Cosa si intende per conflitto?

Qualsiasi alterazione del normale andamento esistenziale che porta l’organismo a vivere una fase fortemente simpaticotonica: il desiderio di vincere una partita importante che porta a prepararsi meglio, la consapevolezza di poter concludere un grande affare che spinge a curare ogni dettaglio, la volontà di ottenere un risultato migliore che conduce a sfruttare tutto il potenziale, l’innamoramento che tiene svegli oltre misura per condividere più tempo possibile con la persona amata, la netta sensazione di essere sul punto di imparare una cosa importante che fa leggere quel libro in più o fa frequentare quel corso in più…

Naturalmente, quando vediamo soddisfatta la nostra volontà di realizzare un determinato risultato (oppure quando ci rendiamo conto che è davvero impossibile farlo e quindi ci mettiamo il cuore in pace) subentra la fase vagotonica di rilassamento e di rallentamento: siamo più fiacchi, più calmi, più affamati, più consapevoli del nostro corpo (riusciamo a percepire dolori o fastidi che prima, in virtù dell’energia e dell’eccitazione della fase simpaticotonica, semplicemente non arrivavano alla nostra attenzione consapevole).

L’andamento ideale, in teoria, è piuttosto semplice:

  • ci accorgiamo che ci manca qualcosa
  • ci accorgiamo di voler raggiungere un nuovo livello esistenziale, professionale e/o sociale
  • il nostro organismo entra in fase simpaticotonica
  • la fase simpaticotonica ci permette di accedere a più risorse personali (energia, talento, tenacia…) e ci tiene fisicamente più attivi (dormiamo meno e consumiamo più calorie)
  • il nostro impegno e l’accesso a un maggior potenziale ci fanno raggiungere l’obiettivo
  • entriamo in fase vagotonica, ci rilassiamo e ci godiamo un momento di calma e di pace interiore.

Tutto questo, sia ben chiaro, accade a livello organico subconscio, quindi in un istante, quindi al di là dei nostri ragionamenti coscienti sull’opportunità o meno del nuovo obiettivo.

Siccome la teoria è teorica e la vita è pratica, a questo punto dobbiamo considerare una serie di stimolanti alternative alla sequenza ideale appena esposta (che, come si sarà intuito, è più unica che rara…)

Alcune persone ripetono elegantemente lo schema prendendo saldamente il controllo del primo punto e stabilendo a tavolino dove indirizzare le proprie risorse: del resto, desiderare significa accorgersi di cosa manca alla propria costellazione esistenziale (cfr. etimo.it) ed evidentemente queste persone sono ben allenate a stabilire la rotta con sicurezza.

Altre persone, invece, ripetono lo schema inconsapevolmente (o abilmente manipolate da altri) fino a quando non si accorgono che qualcosa non va e decidono di cambiare rotta.

La maggior parte delle persone, di fatto, si ritrova con più conflitti attivi contemporaneamente e deve dividere le proprie energie e il proprio tempo su più fronti (quindi ogni tanto qualcosa va meglio e ogni tanto qualcosa va in crisi).

Tante persone non risolvono il conflitto e restano desiderose e iperattive molto a lungo (in effetti, sono quelle che spesso portano grandi risultati).

Alla fine, il vero problema insorge quando la fase simpaticotonica è stata particolarmente lunga o intensa e di conseguenza la fase vagotonica sarà proporzionalmente lunga e/o intensa e le persone non si concedono il giusto recupero.

Ecco come subentra la svalutazione: non concedendosi il giusto periodo di rilassamento e recupero; in pratica, non possiamo saltare l’ultimo punto!

Un buon esempio di questa situazione è costituito da quel professionista (di solito si tratta di manager o di venditori) che riesca ad arrivare a ricoprire un ruolo di rilievo nell’azienda dei suoi sogni e improvvisamente mostra un calo spaventoso nel rendimento e nelle prestazioni: quello che prima gli riusciva talmente bene da portarlo all’attenzione della grande azienda adesso sembra un miraggio e il suo lavoro è irriconoscibile.

Cos’è successo?

Semplicemente, ciò che gli ha permesso di arrivare a mettersi in mostra agli occhi della grande azienda era il suo conflitto, il suo desiderio di arrivare lì: il nuovo contratto ha sancito la fine della fase simpaticotonica e l’inizio della fase vagotonica, solo che invece del (biologicamente) meritato riposo il nostro professionista si è ritrovato a dover affrontare un impegno ancora più grande di prima!

Un caso particolare di calo del rendimento è dovuto all’insorgere di un conflitto attivo più forte in un altro ambito: la persona si ritrova quindi a essere biologicamente distratta da qualcos’altro e quindi serviranno a poco le raccomandazioni alla concentrazione!

Se il suo sistema mente-corpo subconscio sente che c’è qualcosa di più importante (o più urgente) da risolvere, semplicemente destinerà le risorse ad altro, con buona pace del responsabile di turno.

I veri problemi arrivano quando si entra in circoli viziosi e una persona non sa più come uscirne, magari perché tutti attorno a lei si aspettano che faccia semplicemente il suo dovere e non si faccia distrarre da cose di secondaria importanza.

Ma l’organismo non agisce sulla base dell’opportunità.

Infatti, tutto dipende dal vissuto della persona e da come si sente realmente al livello più profondo di sé! Aggredirla o metterla in secondo piano non farà altro che farla sentire ancora più sola.

È interessante notare che anche un intero sistema (reparto produttivo, management, area commerciale…) potrebbe trovarsi in una fase vagotonica, cioè in un calo palese di attività.

Cosa dovrebbe fare una persona (o un sistema) che si accorga di essere in fase vagotonica?

Ecco alcune strategie, valide anche per chi voglia aiutare i propri collaboratori:

  • confrontarsi con persone fidate e riconoscere il bisogno di recupero
  • parlare apertamente con le figure di riferimento in modo da cercare una soluzione comune ideale (l’organismo che si sente solo si sente anche perduto e privo di risorse)
  • vivere il momento in maniera consapevole, riconoscendo il fatto che se è subentrata la fase vagotonica significa che è stato precedentemente raggiunto un grande risultato
  • riflettere attentamente sui nuovi possibili obiettivi
  • apprendere tecniche di rilassamento, PNL e visualizzazione per accedere volontariamente alle proprie risorse
  • implementare le tecniche di team building con il metodo Original Play di Fred Donaldson
  • sviluppare una comunicazione funzionale più completa che permetta di aumentare la consapevolezza
  • impegnarsi a percepire le situazioni da un contesto più ampio
  • intraprendere un percorso di mental coaching

RIASSUNTO

  • Il cervello elabora ogni esperienza come alternanza ciclica.
  • I cicli biologici alternano fasi attive ed energetiche (fasi simpaticotoniche) a fasi calme e di recupero (fasi vagotoniche).
  • Le fasi biologiche seguono l’effetto pendolo: spingendo tanto in una direzione, il cambio di direzione manifesterà una spinta altrettanto forte dall’altra parte (quindi l’intensità della fase vagotonica sarà proporzionale a quella della fase simpaticotonica).
  • I conflitti ci portano in fase simpaticotonica e ci permettono di accedere a più risorse.
  • I tempi e la durata della fase vagotonica vanno rispettati, compresi e gestiti in gruppo.
  • Il sostegno delle figure di riferimento è fondamentale.

ARTICOLI DI APPROFONDIMENTO

Leadership: I parteII parte

Errori da evitare

Risorse personali

Supercompensazione

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *